Spettacolo teatrale “A Letto Dopo Carosello”

a letto dopo carosello copertina

L’Associazione Agiduemila, da 25 anni attiva sul territorio reggino promuovendo attività aventi finalità sociali, dal 2006 ospita persone disabili adulte all’interno di un centro diurno nel quale queste hanno l’opportunità di prendere parte a numerosi laboratori socio-educativi. Da gennaio 2012, a seguito del mancato rinnovo della convenzione con il Comune di Reggio Calabria, l’associazione, per poter far fronte alle spese della gestione del centro diurno, organizza eventi e serate di autofinanziamento e raccolta fondi. A tal fine, ha scelto di proporre una serata di teatro con lo spettacolo dal titolo “A letto dopo Carosello” di Michela Andreozzi.

 

Di seguito la scheda descrittiva dello spettaolo.

 

locandina agiduemila

 

Raffaella Carrà duettava con Topo Gigio, le domeniche erano solo in bicicletta, dalla Malesia arrivava Sandokan, l’Italia ancora perdeva i Mondiali, si passavano le serate con Sandra e Raimondo, pane burro e zucchero a merenda, l’Almanacco del giorno dopo, gli amici del cortile.

E si andava sempre A Letto Dopo Carosello.

Era la metà degli anni 70, il decennio più rivoluzionario, entusiasmante ed emozionante della nostra storia.

In un esilarante viaggio interattivo accompagnato dalle musiche, le atmosfere e i colori dell’epoca, Michela Andreozzi dà il suo personale omaggio alle icone di quegli anni, da Franca Valeri a Gabriella Ferri,  passando dal bianco e nero al colore, dalla comicità leggendaria del sabato sera al sinistro fascino degli sceneggiati, dai motivetti delle pubblicità alle sigle dei telefilm, dalle rubriche ai varietà che hanno reso indimenticabile la nostra televisione.

Sullo sfondo la vita reale di quegli anni  intensi, così vicini e diversi, e le tragicomiche vicende di una bambina qualsiasi e della sua famiglia, la scuola, gli amici, le vacanze.

Un’epoca che fa bene al cuore ricordare, soprattutto in un momento storico in cui c’è bisogno di tenere a mente che siamo stati leggeri, coraggiosi e pieni di fiducia.

E forse possiamo esserlo ancora.

 

Sono legata a quegli anni perché grazie ad essi sono ciò che sono, un’esponente dell’ultima generazione cresciuta senza tecnologia… a parte il tubo catodico, che mi ipnotizzava per ore: il tempo si fermava quando ci guardavi dentro. Quegli anni e quella tv hanno condizionato il mio modo di ridere, sentire e commuovermi: questo recital è un modo di condividere la mia passione per quella meravigliosa stagione. E’ come se avessi ritrovato il mio giocattolo più divertente mentre pulivo la cantina dei ricordi. E adesso ho voglia di giocare con voi. ” (Michela A.)